Ruggero I "Gran Conte" Altavilla Ruggero I "Gran Conte" Altavilla  ‎(I12)‎
Nome proprio: Ruggero I
Soprannome: Gran Conte
Cognome: Altavilla

Sesso: MaschioMaschio
      

Nascita: 13 Settembre 1031 41
Morte: 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto
Fatti e Dettagli personali
Nascita 13 Settembre 1031 41
Matrimonio Eremburga Mortain - Mileto

Matrimonio Adelasia Del Vasto - Mileto

Matrimonio Giuditta Evreux - 19 Settembre 1061 ‎(Età 30)‎ Mileto

Numero di matrimoni tre
Morte 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto

Ultima modifica 29 Aprile 2023 - 16:47:00 - Ultima modifica di: editor
Vedi dettagli per ...

Famiglia genitori  (2)
Tancredi Altavilla
990 - 1041
Roberto "Il Guiscardo" Altavilla
1015 - 1085
Ruggero I "Gran Conte" Altavilla
1031 - 1101
Fredesenda Altavilla
1030 - 1097

Genitori adottivi  (1)
Tancredi Altavilla
990 - 1041
Murielle Normandia
- 1025
Sarlo "Sarlone" Altavilla
- 1040
Goffredo "Conte del Gargano" Altavilla
- 1154
Guglielmo "Braccio di ferro" Altavilla
1010 - 1046
Beatrice Altavilla
1101 -
Drogone Altavilla
1010 - 1051
Umfredo Altavilla
1026 - 1057

Famiglia prossima  (9)
Eremburga Mortain
- 1089
Goffredo Altavilla
-
Malgerio Altavilla
-
Flandria Altavilla
-
Busilla Altavilla
-
Giuditta Altavilla
-

Famiglia prossima  (6)
Adelasia Del Vasto
- 1118
Simone Altavilla
1097 - 1105
Ruggero II Altavilla
1095 - 1154

Famiglia prossima  (5)
Giuditta Evreux
- 1076
Matilde Altavilla
1062 - 1094

Famiglia prossima  (F47)
Giordano Altavilla
- 1091


Note

Note

Ruggero I d?Altavilla, Gran Conte di Sicilia
di Fara Misuraca

I Normanni, popolazione nota nell'alto Medioevo con il nome di Vichinghi, erano agguerrite bande di avventurieri che dalla terra di Scandinavia si diffusero, con una diaspora impressionante, in tutta Europa. Uno di questi avventurieri, Rollone, si
insediò in Normandia fin dall'896, e divenne, per meriti di guerra, vassallo del re di Francia, ottenendo, nel 911, il riconoscimento dei suoi possedimenti.
È da questo ducato che, ormai cristiani, latinizzati nella lingua e in parte nel costume, i normanni muovono per le più importanti imprese. E' da qui che Guglielmo "il Bastardo", conosciuto poi come "il Conquistatore", approda in Inghilterra, me
ntre altri gruppi di mercenari - per lo più figli cadetti dell'aristocrazia feudale in cerca di fortuna - penetrarono nell'Italia meridionale all'inizio dell'XI secolo. Scesi come mercenari, i normanni, ben presto riuscirono ad inserirsi nellec
ontese che opponevano i pontefici romani, i duchi longobardi di Benevento e di Salerno, gli arabi di Sicilia, i bizantini di Puglia e di Calabria. Protagonisti delle più importanti imprese furono i Drengot, dei quali Rainulfo divenne conte di Aver
sa, e, soprattutto i membri della famiglia di Tancredi di Altavilla ‎(Hauteville)‎.
Sbarcati nel 1035, gli Altavilla iniziarono al servizio di Rainulfo la loro straordinaria carriera, destinata a concludersi con la conquista di tutta l'Italia meridionale e della Sicilia e con la costituzione di un regno che divenne il più potent
e ed importante dell'epoca.
E' giusto ricordare i protagonisti più famosi dell'impresa: Guglielmo Braccio di Ferro, che divenne conte di Puglia, Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e Calabria, Ruggero il Bosso, conte di Calabria e Sicilia, e Ruggero II, primo re di Sicilia.

Ruggero "il Bosso", ultimogenito di Tancredi, inizia la sua carriera in sordina, all'ombra del fratello Roberto. Insieme si lanciano alla conquista dei principati longobardi di Benevento, Capua e Salerno, dei ducati, nominalmente ancora bizantini,
di Napoli, Sorrento, Amalfi e Gaeta, del Catapanato di Puglia e di Calabria e dell'emirato arabo di Sicilia. Le conquiste degli Altavilla turbano non poco il Papa ma la loro ascesa è incontenibile anche a causa dell'appoggio dei principi locali
che,ciecamente, continuano a considerarli dei semplici soldati di ventura. I rapporti tra il papa e gli Altavilla non saranno mai tranquilli, ma in virtù della loro supremazia militare ‎(il Guiscardo era persino riuscito a catturare papa Leone IXe
d a tenerlo prigioniero per nove mesi, nel 1053)‎ con 'accordo di Melfi ‎(1059)‎ gli Altavilla ottengono il "privilegio" di considerarsi vassalli del pontefice, guadagnandosi il riconoscimento dei diritti feudali sull'Italia meridionale e sulla Sicili
a, ancora da conquistare.
Roberto viene riconosciuto duca di Puglia e di Calabria e Ruggero, come suo vassallo, ottiene il castello di Mileto, in Calabria, dove stabilisce la sua residenza e si circonda di una corte del Gran Contado sul modello bizantino. Ruggero farà di M
ileto la sua capitale ed è in questa corte che egli esplica un'attività di potenziamento della propria strategia militare e politica e tesse una fitta trama di rapporti internazionali con capi di stato e pontefici.
A Mileto nel Natale del 1061, si celebrano le nozze con la normanna Giuditta d?Evreux, si celebreranno le seconde nozze con la longobarda Eremburga e, infine, nel 1089 le terze nozze con Adelasia del Vasto, della famiglia degli Alemarici, marche
si del Monferrato.
Affermata la loro supremazia nel meridione d'Italia, i fratelli Altavilla sbarcano in Sicilia chiamati dall' emiro di Catania, impegnato in una sanguinosa guerra con il califfo di Girgenti. L'aiuto all'emiro di Catania è solo un pretesto per ini
ziare la conquista della Sicilia ed essere nel contempo, considerati i "liberatori" delle residue popolazioni cristiane ancora presenti nell'isola dopo due secoli e mezzo di dominio musulmano. Nel febbraio del 1061 Ruggero organizza uno sbarco aM
essina con poco più di un migliaio di soldati. Messina cade senza opporre resistenza per cui i Normanni arrivano facilmente fino a Castrogiovanni e Girgenti. Questo è solo l'inizio, perché la spedizione vera e propria viene organizzata nella pr
imavera del 1062, quando Ruggero, con truppe fresche torna in Sicilia con l'intento di occupare l'intera isola. Gli anni della conquista sono duri. Un feroce scontro avviene a Cerami, a ovest di Troina. Il Malaterra riporta che le forze normanne er
ano esigue. Né il papato, né Pisa, né Genova, che tanto vantaggio trarranno dalle conquiste normanne, forniscono aiuti. Ma Ruggero riesce egualmente a mettere in fuga i nemici. I normanni controllano ormai una vasta zona, da Messina a Troina,d
ove Ruggero pone la sua capitale isolana. Con una serie di faticose battaglie che vedono cadere una ad una le più importanti città, nonostante i rinforzi arabi arrivati dall'Africa, nell'agosto del 1071 giunge alle porte di Palermo.
L'assedio dura fino al gennaio del 1072, quando Ruggero con l'aiuto del Guiscardo riesce a penetrare nella città fortificata e la capitale cade. Una messa solenne viene celebrata nell'antico Duomo, che per 240 anni era stato una moschea. A poco a
poco cadono anche Castrogiovanni, Butera ed infine, nel 1091, Noto. Occorreranno trenta anni a Ruggero per conquistare l'intera Sicilia e le isole di Malta e Pantelleria, il cui possesso renderà sicuri i traffici nel canale di Sicilia e consentir?
? di avviare scambi commerciali con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Ruggero, inoltre, profittando della lotta per le investiture tra il papato e l'impero germanico concede alcuni favori al papato, appoggiando papa Urbano II contro l?impero, ma pur mostrandosi generoso con le diocesi che egli stesso fondò e fece
aderire a Roma non restituirà mai l?ingente patrimonio siciliano confiscato da Bisanzio. Urbano II scende personalmente in Sicilia, a Troina, per ratificare il suo operato, ma quando, più tardi, si permetterà di nominare il vescovo di Troi
na suo legato, Ruggero, imprigionerà il vescovo, farà annullare al papa la sua nomina ed infine, nel 1098, con la scusa di aver liberato dall'Islam la Sicilia, otterrà il titolo di Gran Conte di Sicilia e di Calabria e la prerogativa di "legato
apostolico" ‎(l'apostolica legatia)‎, che riconosce al Gran Conte e a tutti i suoi successori giurisdizione su tutte le faccende ecclesiastiche purché non si infranga il dogma di fede o la salute dell'anima e per la quale tutti i vescovi siciliani
‎(tranne quello di Lipari, la cui diocesi è successiva)‎ erano direttamente nominati dal Re di Sicilia. Per la gestione di tale privilegio viene creato un apposito istituto giuridico, il tribunale della monarchia, dove con il termine "monarchia" si
intende unità di comando amministrativo ed ecclesiastico.
Con Ruggero, mentre la maggior parte dell'Europa è ancora feudale, si gettano, nel meridione d'Italia le basi di uno stato moderno. Il re non governa più tramite i suoi potenti feudatari, ma tramite i suoi funzionari ‎(burocrati dello stato e non
potenti signorotti)‎. Diversamente dal resto d'Europa che diventa sempre più intollerante, egli è tollerante con i costumi e le tradizioni greche, latine ed arabe che in questo periodo coesistono nel meridione, lasciando le proprietà e la libert
à di culto. Non di bontà d?animo si tratta: quel rozzo guerriero ha capito che è più conveniente sfruttare i collaudati sistemi bizantini e musulmani piuttosto che imporre un sistema feudale di tipo europeo e per questo ha bisogno di funzion
ari che certamente non può trovare tra le sue truppe. Egli riesce a fondere i rapporti aristocratici feudali con il concetto orientale secondo il quale un capo non è ?primo tra eguali?, ma è sovrano, quasi ?divino?.
Per non indebolire il suo potere tiene per sé la maggior parte dei territori e quando concede terre ad altri si riserva l?uso delle miniere, delle saline e delle foreste, revocando le terre in mancanza di eredi e in caso di infedeltà. Se da u
n lato rispetta le lingue e le religioni dei greci e degli arabi, di cui si serve per l?organizzazione dello stato, dall?altro si dedica alla ricristianizzazione e rilatinizzazione delle diocesi della Calabria, della Puglia, della Basilicata,
già soggette al patriarcato di Costantinopoli, e della Sicilia, che per oltre 200 anni è stata musulmana, attraverso l'istituzione di numerosi monasteri latini, primo tra tutti la Santissima Trinità di Mileto.
Fa costruire cattedrali come quella di Troina, prima capitale Normanna, e di Catania, istituisce nuove diocesi ‎(grazie al legato apostolico di cui gode)‎, e favorisce l'immigrazione di francesi, inglesi e lombardi, per ripopolare le sue terre in s
eguito alle guerre, alle carestie e all?espatrio dei musulmani. Con Ruggero d'Altavilla la Sicilia ritorna a far parte del mondo occidentale ma contemporaneamente non taglia i legami con l'oriente, mantenendo il Gran Conte armate musulmane e rapp
orti di amicizia e di commercio con tutto il bacino del mediterraneo. A tal proposito secondo un'ipotesi suggerita dallo storico musulmano Ibn al-Athìr ‎(XII-XIII secolo)‎ la conquista della Palestina è dovuta essenzialmente a una questione di equ
ilibri geopolitici e di interessi economici tra sovrani e feudatari franco-normanni e potentati arabi. Essa sarebbe suggerita proprio dal Gran Conte Ruggero ai Franchi per distoglierli dalla conquista dell'Africa mediterranea, che interromperebbeo
renderebbe più difficili i suoi traffici con le regioni musulmane dell'Africa. Narra infatti Ibn al-Athìr che giunse a Ruggero un'ambasciata da parte dei Franchi che chiedevano un'alleanza militare e un appoggio logistico in Sicilia per la conqu
ista dell'Africa. Ruggero radunati i suoi consiglieri, favorevoli al disegno, manifesterebbe, invece, in maniera plateale e ? rumorosa la sua disapprovazione, scoreggiando sonoramente ‎(?levata una gamba fece una gran pernacchia dicendo: ?Aff?
? mia, questa vale più di codesto vostro discorso"?)‎, spiegando che egli non guadagnerà nulla dall'impresa, qualunque sia l'esito: ?se conquistano il paese quello sarà loro e l'approvvigionamento dovranno averlo dalla Sicilia, venendo ioa p
erderci il denaro che frutta qui ogni anno il prezzo del raccolto; e se invece non riescono, faranno ritorno qui al mio paese e mi daranno degli imbarazzi, e Tamim ‎[l'emiro di Tunisi]‎ dirà che l'ho tradito e ho violato il patto con lui, e si inter
romperanno i rapporti e le comunicazioni fra noi?. Per cui Ruggero risponde no all?alleanza, ma suggerisce un' alternativa: ?Se avete deciso di far la guerra ai Musulmani, la cosa migliore è di conquistare Gerusalemme, che libererete dallel
oro mani e di cui avrete il vanto?.
Muore a Mileto il 22 giugno del 1101, all'età di settanta anni. Fu un capo ricco e potente ma al suo stato mancava ancora il senso della stabilità; egli era un nomade, come i suoi antenati vichinghi ‎(e, purtroppo, come i suoi successori)‎ e pass?2 CONC ¿½
? la sua vita viaggiando con la sua corte, la sua amministrazione ed il suo tesoro. Rimase reggente la sua terza moglie, la gran contessa Adelasia, dalla quale aveva avuto due figli: Simone e Ruggero. Simone, il primogenito morì fanciullo, lascia
ndo erede il piccolo Ruggero che a 10 anni divenne Gran Conte di Sicilia e che sarebbe divenuto il primo re di Sicilia. La figura e la personalità di Ruggero I, che insieme al fratello Roberto il Guiscardo aveva realizzato la conquista normannan
el Mezzogiorno d'Italia, rimane un punto di riferimento essenziale nella storia del medioevo europeo. Il rude guerriero protagonista di aspre e dure battaglie si era rivelato un saggio uomo di stato tanto da essere considerato il monarca più autor
evole dell'Italia continentale.
Bibliografia
? Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, Firenze 1854
? Di Blasi, Storia di Sicilia, Palermo, 1864
? D. Mack Smith Storia della Sicilia medievale e moderna, Laterza , Bari
? L. Natoli, Storia di Sicilia, Flaccovio Editore Palermo, 1979
? J. J. Norwich, I normanni del Sud, Milano 1972
? I. Peri, La Sicilia Normanna, Vicenza, 1962
? G. Quatriglio, Mille anni in Sicilia, Marsilio, 1996
? S. Tramontana, I normanni in Italia, Messina, 1970

Note
Adelasia del Vasto, contessa di Sicilia e regina di Gerusalemme, fu la terza moglie del Gran Conte Ruggero.La prima moglie fu Giuditta di Evreux, sposata a Mileto nel 1061, e morta prima del 1080. Era una normanna imparentata con i duchi di Normandia e sorella di Roberto di Grantsmenil, abate dell'Abbazia di Sant'Eufemia. Donna molto bella, conquistò il cuore del Gran Conte.

La seconda moglie fu Eremburga, figlia del conte Guglielmo di Mortain, morta a Mileto nel 1089, dove fu sepolta.

Dalle prime due mogli Ruggero non ebbe figli maschi, ma solo femmine. Da diverse amanti ebbe invece tre figli naturali: Giordano, morto presso Siracusa nel 1092, e che si era ribellato all'autorità paterna e risparmiato da Ruggero "solo perché trattenuto dai suoi fidi", come ci racconta il Malaterra, Goffredo, debole e malaticcio, che fu colto da lebbra, e infine Maugero, vivo ancora nel 1098, che però non aveva raggiunto un grado tale da poter aspirare alla successione del ducato.

La terza moglie di Ruggero, sposata nel 1089 a Mileto, fu Adelasia del Vasto, figlia di Manfredo, del ceppo degli Alemarici, e nipote di Bonifacio, potente famiglia di Monferrato che vantava estesi possedimenti a cavallo tra il Piemonte, la Liguria e la Lombardia. Molto più giovane del marito, fu una donna ricca di fascino, energica e ambiziosa, che esercitò su Ruggero una forte ascendenza.

Adelasia diede a Ruggero due figli. Il primo Simone nato nel 1092 ‎(o nel 1093)‎, che dopo la morte di Giordano fu destinato a essere l'erede del Gran Conte. Ma debole e malaticcio, morì il 28 settembre 1105. L'altro fu Ruggero II, il futuro re delregno di Sicilia, nato a Mileto il 22 dicembre 1095 e morto nel 1154. Due sorelle di Adelasia si fidanzarono con due figli di Ruggero, Goffredo e Giordano, nel 1089. Ma Goffredo, colto da lebbra, dovette rinunciare al matrimonio. Una figlia del Gran Conte, Flandina, sposò un fratello di Adelasia, Enrico, il quale trasferitosi in Sicilia ebbe il ducato di Butera e di Paternò.

Il matrimonio fu dettato anche da calcoli politici, in quanto Ruggero pensò che la potente casata degli Alemarici, essendo latina, avrebbe rafforzato in maniena non indifferente il proprio prestigio.

Adelasia, dopo la morte di Ruggero, nel 1101, resse con fermezza la reggenza di Simone prima e di Ruggero II poi, riuscendo a sedare spietatamente le varie rivolte dei signori locali, circondandosi di funzionari fedeli al marito, tra i quali l'ammiraglio Cristodulo, nominato "protonobilissimo", un oriundo bizantino di origini calabresi. Attenta all'amministrazione della giustizia, intervenne con autorità per dirimere numerose controversie sorte tra gli abati di diverse abbazie. Protesse la chiesa greca e manifestò tutto il suo appoggio a Luca di Melicuccà e a Bartolomeo da Simeri, l'abate del Patirion di Rossano, concedendo vaste donazioni.

Non legata sentimentalmente come il marito alla Calabria, Adelasia trasferì la corte prima a Messina, base da dove i Normanni avevano progressivamente esteso il proprio dominio alla Sicilia, e poi a Palermo, città ricca e fiorente che a quel tempo contava ben 300 mila abitanti.

Nel 1112 un'ambasceria di Baldovino I di Fiandra, secondo re di Gesuralemme, giunse a Messina per richiedere in moglie la bella Adelasia, ancora poco più che quarantenne. Un matrimonio dettato da calcoli politici ed economici, che il torbido e avido Baldovino, già sposato, voleva concludere per contare su un'alleanza con i Normanni e per mettere mano sulle notevoli ricchezze di Adelasia. Imbarcatasi a Palermo nell'estate del 1113 alla volta del nuovo Stato, Adelasia fu accolta con tutti gli onori. Celebrato il matrimonio, Adelasia fu ben presto ripudiata da Baldovino, scoprendo le sue mire. Il matrimonio fu dichiarato nullo il 25 aprile 1117, e Adelasia, addolorata per il raggiro, si imbarcò alla volta di Palermo. La madre di Ruggero II -il quale rimase sconvolto per il trattamento subito dalla madre, ragione che determinò la sua avversione per le crociate- morì a Patti il 16 aprile 1118, dove fu sepolta nella Cattedrale. Lo steso anno morì Baldovino

Vedi Note per ...


Fonti
Non ci sono Fonti per questa persona.

Vedi fonti per ...


Media

Oggetto multimediale
media/ruggero.jpgmedia/ruggero.jpg  ‎(M54)‎
Tipo: Foto


Oggetto multimediale
media/ruggero-i-di-sicilia-e-judith-d-evreux-hrcbx7.jpgmedia/ruggero-i-di-sicilia-e-judith-d-evreux-hrcbx7.jpg  ‎(M55)‎
Tipo: Foto


Oggetto multimediale
media/ruggero-i-di-sicilia-in-occasione-della-battaglia-di-cerami-in-1061-artista-lafaye-prosper-1806-1883-e8f8nh.jpgmedia/ruggero-i-di-sicilia-in-occasione-della-battaglia-di-cerami-in-1061-artista-lafaye-prosper-1806-1883-e8f8nh.jpg  ‎(M56)‎
Tipo: Foto

Vedi media per ...


Famiglia con i genitori
Padre
Tancredi Altavilla ‎(I1)‎
Nascita 990 Coutances
Morte 1041 ‎(Età 51)‎
#1
Fratello
Roberto "Il Guiscardo" Altavilla ‎(I7)‎
Nascita 30 Agosto 1015 25
Morte 20 Settembre 1085 ‎(Età 70)‎ Cefalonia
16 anni
#2
Ruggero I "Gran Conte" Altavilla ‎(I12)‎
Nascita 13 Settembre 1031 41
Morte 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto
-20 mesi
#3
Sorella
Fredesenda Altavilla ‎(I114)‎
Nascita 1030 40
Morte 1097 ‎(Età 67)‎
Famiglia materna con Tancredi Altavilla
Patrigno
Tancredi Altavilla ‎(I129)‎
Nascita 990 Coutances
Morte 1041 ‎(Età 51)‎
Matrigna
Murielle Normandia ‎(I2)‎
Morte 10 Ottobre 1025 sconosciuta

Matrimonio: 1010 -- Couteus
#1
Fratellastro
Sarlo "Sarlone" Altavilla ‎(I112)‎
Morte 1040
#2
Fratellastro
#3
Fratellastro
Guglielmo "Braccio di ferro" Altavilla ‎(I3)‎
Nascita 1010 20
Morte 1046 ‎(Età 36)‎
91 anni
#4
Sorellastra
Beatrice Altavilla ‎(I130)‎
Nascita 1101 111
-91 anni
#5
Fratellastro
Drogone Altavilla ‎(I10)‎
Nascita 1010 20
Morte 1051 ‎(Età 41)‎ Montoglio
16 anni
#6
Fratellastro
Umfredo Altavilla ‎(I11)‎
Nascita 1026 36 Cotentin
Morte 6 Settembre 1057 ‎(Età 31)‎
Famiglia con Eremburga Mortain
Ruggero I "Gran Conte" Altavilla ‎(I12)‎
Nascita 13 Settembre 1031 41
Morte 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto
Moglie:
Eremburga Mortain ‎(I22)‎
Morte 21 Settembre 1089 Mileto

Matrimonio:   -- Mileto
#1
Figlio
#2
Figlio
#3
Figlia
#4
Figlia
Busilla Altavilla ‎(I27)‎
#5
Figlia
Famiglia con Adelasia Del Vasto
Ruggero I "Gran Conte" Altavilla ‎(I12)‎
Nascita 13 Settembre 1031 41
Morte 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto
Moglie:
Adelasia Del Vasto ‎(I19)‎
Morte 16 Aprile 1118 Patti

Matrimonio:   -- Mileto
#1
Figlio
Simone Altavilla ‎(I16)‎
Nascita 8 Settembre 1097 65 Mileto
Morte 28 Settembre 1105 ‎(Età 8)‎ Mileto
-3 anni
#2
Figlio
Ruggero II Altavilla ‎(I17)‎
Nascita 1095 63 Mileto
Morte 21 Settembre 1154 ‎(Età 59)‎ Palermo
Famiglia con Giuditta Evreux
Ruggero I "Gran Conte" Altavilla ‎(I12)‎
Nascita 13 Settembre 1031 41
Morte 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto
Moglie:
Giuditta Evreux ‎(I14)‎
Morte 1076

Matrimonio: 19 Settembre 1061 -- Mileto
3 mesi
#1
Figlia
Matilde Altavilla ‎(I23)‎
Nascita 1062 30
Morte 1094 ‎(Età 32)‎
Famiglia con Sconosciuto
Ruggero I "Gran Conte" Altavilla ‎(I12)‎
Nascita 13 Settembre 1031 41
Morte 1101 ‎(Età 69)‎ Mileto
#1
Figlio
Giordano Altavilla ‎(I128)‎
Morte 1091